Ristrutturazioni

LA DETRAZIONE

Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 prima e la legge di stabilità per il 2014 poi hanno riconosciuto una detrazione del 50% anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia previ
ta l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:
• quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze
• quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali
• gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
• gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune
• i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
• gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%
• gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici. Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (ad esempio non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas). L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante). Tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano
• interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza
• gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne.


DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA' - D.I.A.

QUALI SONO LE OPERE SUBORDINATE A DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ?

La Denuncia di Inizio Attività, D.I.A. (ex SUPERDIA), è una istanza ONEROSA, ossia soggetta al versamento di oneri concessori e viene presentata quando si vogliono eseguire le seguenti tipologie di lavori:

- interventi di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’ art. 22 c. 3 del D.P.R. 380/01;
- varianti in corso d’opera ad istanze in corso di validità;
- interventi in sanatoria ai sensi dell’ art. 22 c. 2 lett. “b” della L.R. 15/2008;

COSA FARE?

Una Denuncia di Inizio Attività ( D.I.A.) corredata dell'autorizzazione del proprietario, se il richiedente è affittuario o titolare di altro diritto sull'immobile, o di tutti comproprietari se i lavori sono eseguiti da un solo comproprietario, redatta, in carta semplice, su apposito modulo, corredata di tutta la documentazione richiesta all’ interno del modulo stesso tra cui la relazione tecnica asseverata compilata seguendo l’ apposito modulo, ed in particolare la nomina della ditta esecutrice dei lavori oggetto dell’ istanza, la quale dovrà essere in regola con la documentazione prevista dal DLgs 9 aprile 2008 n°81 art. 90 c.9 lettera a) e b). Per le opere già realizzate o in corso di realizzazione, soggette a D.I.A. in sanatoria ai sensi dell’ art. 22 c. 2 lett. “b” della L.R. 15/2008, vedi paragrafo successivo denominato “Sanzioni”.

QUALI SONO I TEMPI?

La D.I.A. è sottoposta ad un termine massimo di efficacia di tre anni ed i lavori possono iniziare dopo trenta giorni dalla presentazione della stessa e comunque non prima:
- del rilascio, nel caso di immobile sottoposto al vincolo, del nulla osta da parte dell'Ente ad esso preposto;
- dell’ autorizzazione sismica, da parte dei competenti uffici dell’ Area Genio Civile di Roma, per le opere in cemento armato o strutture equivalenti.

COSA FARE A FINE LAVORI?

Al termine dei Lavori il richiedente dell’ istanza deve comunicare all'Ufficio Tecnico la data di ultimazione degli stessi ed allegare un certificato di collaudo finale, sottoscritto dal Direttore dei lavori, che attesti la conformità dell'opera al progetto presentato seguendo l’ apposito modulo, nonché la ricevuta dell'avvenuta richiesta di variazione catastale o la dichiarazione che non sono intervenute modifiche di classamento.

QUANTO COSTA?

I diritti di segreteria da pagare all'Ufficio Cassa – con sede in via Ignazio Silone I Ponte – previo ritiro della reversale compilata a cura dell'Ufficio Tecnico, risultano così articolati:
Progetti con superficie lorda fino a mq. 200 = € 401,24;
Progetti con superficie lorda fino a mq. 500 = € 601,24;
Progetti con superficie lorda fino a mq. 1000 = € 801,24;
Progetti con superficie lorda oltre a mq. 1000 = € 1001,24.
per le Varianti in Corso d’ opera non essenziali ad istanze già presentate i diritti di segreteria devono essere corrisposti nella misura corrispondente al 50% in funzione del tipo di intervento determinato.

QUALI E A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI?

In caso di lavori, assoggettabili a D.I.A., iniziati o già terminati, in assenza di denuncia, si può legittimare l'intervento edilizio presentando una D.I.A. in sanatoria ai sensi dell’ art. 22 c. 2 lett. “b” della L.R. 15/2008, soggetta ad una sanzione di importo paria al doppio dell’ incremento di valore di mercato dell’ immobile conseguente alla esecuzione delle opere, determinato con riferimento alla data di applicazione dell’oblazione; qualora, in relazione della tipologia di abuso accertato, non sia possibile determinare l’incremento del valore di mercato, si applica una sanzione pecuniaria pari al triplo del costo di costruzione, dell’opera realizzata o in corso di realizzazione, determinato dal computo metrico estimativo delle opere calcolate in base al Tariffario Regionale dei Prezzi vigente.
Per tali lavori, è necessario presentare una domanda, redatta in carta semplice e compilata su apposito modulo , corredata di tutta la documentazione richiesta all’ interno del modulo stesso, tra cui la relazione tecnica asseverata compilata seguendo l’ apposito modulo. Nel caso in esame i diritti di segreteria sono di €. 501,24 per i soli progetti superficie lorda fino a mq. 200, mentre per i progetti con superficie lorda fino superiore a mq. 200 sono confermati i diritti schematizzati nel paragrafo “Quanto costa”.

Monetizzazione degli standard urbanistici
Nei casi in cui l’intervento preveda aumento di carico urbanistico, è necessario presentare presso la U.O.T. del Municipio una richiesta di monetizzazione degli standards urbanistici, redatta in carta semplice e compilata su apposito modulo , corredata di tutta la documentazione richiesta all’ interno del modulo stesso.

QUALI SONO LE NORME DI RIFERIMENTO?

D.P.R. 380/01;
Legge Regionale n° 15/2008;
Legge 122/2011;
Regolamento Edilizio del Comune di Roma;
Regolamento Edilizio Sanitario del Comune di Roma;
D.Lgs 42/04 Codice dei beni culturali e del paesaggio;
Decreto Ministeriale 37/2008 (Impianti tecnologici);
Delibera C.C. n° 73 del 30 luglio 2010; Delibera A.C. n° 49 del 08 luglio 2011;
L. 241/90 art. 19, così come modificato dal D.L. 70/2011;
Legge 106/2011.

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ ( S.C.I.A.)

QUALI SONO LE OPERE SUBORDINATE A SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' (S.C.I.A.)?

Sono subordinati a S.C.I.A., quegli interventi edilizi di categoria residuale, non rientranti nella attività edilizia libera (A.E.L. – C.I.L. – C.I.L.A.) e non rientranti nell’attività edilizia soggetta a Permesso di Costruire, od in alternativa, D.I.A. ai sensi dell’art. 22 comma 3 del D.P.R. 380/01

Questa tipologia di titolo abilitativo e relativi interventi edilizi, è conseguenza della disciplina introdotta dalla Legge 122 del 30/07/2010 (conversione del D.L. 31/05/2010 n. 78) che modificando l’art. 19 della Legge 241 del 07/08/1990 introduce la S.C.I.A.; e dalla Legge 106 del 12/07/2011 (conversione del D.L. 13/05/2011 n. 70) che identifica ulteriormente la natura della stessa S.C.I.A.

INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA (MO) SUBORDINATI A S.C.I.A.:
gli interventi di MO di cui all’art. 24 c. 21 delle N.T.A. del P.R.G. (Citta’ Storica – Norme Generali – Edifici e complessi speciali individuati nella Carta per la Qualità);

INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA (MS) SUBORDINATI A S.C.I.A.:
1. modifica di collegamenti verticali esistenti (scale, ascensori, montacarichi) all’interno della singola unità immobiliare, che riguardino anche le parti strutturali dell'edificio, previa verifica strutturale; non rientra in tale definizione la modifica di collegamenti verticali esistenti qualora l’unità immobiliare coincida con l’unità edilizia;
2. sostituzioni di parti anche strutturali dell’unità immobiliare, (es. porzioni di solaio, travi ammalorate, ecc.); apertura e/o chiusura di vani porta su muratura portante, previa verifica strutturale e nel rispetto delle norme vigenti all’interno della singola unità immobiliare;

INTERVENTI DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO (RC)
Ai sensi dell’art. 3 c. 1 lett.c del T.U.E., sono interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio ed ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che nel rispetto degli elementi tipologici formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con esso compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino, ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo stesso.

Si riportano i seguenti esempi: 

INTERVENTI DI RISANAMENTO CONSERVATIVO (RC) SUBORDINATI A S.C.I.A.:
accorpamento di unità immobiliari contigue, sia in orizzontale che in verticale;
modifica della consistenza e dei perimetri delle singole unità immobiliari, mediante cessioni ed accorpamenti di porzioni di esse;
sostituzione di infissi esterni con altri aventi caratteristiche diverse rispetto ai preesistenti;
rivestimenti e coloriture di prospetti esterni se con modifiche rispetto ai preesistenti;
sostituzione dei manti di copertura se con caratteristiche diverse rispetto ai preesistenti;
realizzazione o modifica di recinzioni metalliche, muri di cinta o accessi carrai su aree già edificate fronteggianti vie o piazze, aventi altezza max. di m. 1,80, salva la facoltà di sovrapporre reti metalliche o cancellate nel rispetto dell’altezza max. di m. 3.00, prescritta dall’art. 878 del Codice Civile;
istallazione di ringhiere o realizzazione di parapetti a protezione di lastrici o terrazzi;
consolidamento di strutture verticali;
demolizione e ricostruzione di solai interni se in assenza di incremento di superficie e di modifica delle preesistenti quote di imposta;
realizzazione di scale di sicurezza;
realizzazione di soppalchi non praticabili e quindi non costituenti superfici utili, con altezza utile non superiore a m. 1.50;
nuova istallazione di impianti tecnologici, con esclusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, (come caldaie esterne, macchine per il condizionamento aria, istallazione di canne fumarie non prospettanti sul suolo pubblico, fori di areazione per esalazioni e ventilazioni, ecc.) se posti anche parzialmente all’esterno dell’unità immobiliare e/o edilizia, ed inserimento di elementi accessori inerenti i servizi igienico-sanitari;
realizzazione di pensiline in corrispondenza di porte e/o finestre, con aggetto di norma non superiore a m. 1.20, funzionali al riparo degli agenti atmosferici.

INTERVENTI DI RESTAURO  SUBORDINATI A S.C.I.A.:
ripristino e restituzione dell’unità immobiliare e/o edilizia alle sue caratteristiche originarie, mediante l’eliminazione degli elementi estranei e delle superfetazioni;
ripristino della destinazione d’uso originaria della singola unità immobiliare, dell’aspetto esteriore dell’edificio, così come risulta dal titolo originario;

INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA (RE) - SOTTOCATEGORIA RE1 SUBORDINATI A S.C.I.A.:
RE1, ristrutturazione edilizia senza aumento di Superficie Utile Lorda (SUL), del Volume costruito (Vc) e delle unità immobiliari, senza modificazioni della sagoma, e senza alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici.
demolizione e ricostruzione di solai, con quota diversa rispetto a quelle preesistenti, in assenza di incremento di Superficie Utile Lorda;
sostituzione di elementi verticali portanti dell’edificio, con altri aventi caratteristiche fisiche e strutturali diverse;
modifica del posizionamento, o nuovo inserimento, di elementi distributivi verticali;
cambio di destinazione d’uso, (CdU1) all’interno della stessa funzione, non connessi ad interventi di ristrutturazione edilizia, che non comportano dotazione differenziale aggiuntiva di parcheggi sia pubblici che privati, che di standard urbanistici (così detto CdU1).
cambio di destinazione d’uso, (CdU1) ad asilo nido consentito in base all’art. 4 bis comma 1 della L.R.59/80 (comma introdotto dall’art. 1 della L.R. 3/2000) in tutte le zone urbanistiche del P.R.G., giusto quanto disposto dal comma 1 lett. b) ed a condizione che venga stipulato apposito atto d’obbligo, registrato e trascritto, a garanzia di quanto previsto al comma 2 della medesima legge. I precedenti casi di CdU1, sono da ascriversi alla sottocategoria RE1 o, se rispettano le prescrizioni di cui all’art. 3, c. 1, lett. c) del D.P.R. 380/01, alla categoria Restauro e Risanamento Conservativo (RC);

RIMANGONO INOLTRE SUBORDINATI A S.C.I.A. I SEGUENTI INTERVENTI EDILIZI:
realizzazione di parcheggi privati, su aree edificate, totalmente a raso, non coperti, tali che le aree pavimentate rispettino la permeabilità dei suoli così come prescritto dalle norme vigenti (intervento di RC);
realizzazione di parcheggi privati pertinenziali ai sensi della L. 122/89 (c. d. Legge Tognoli) e s.m.i. completamente interrati, con copertura da sistemare a giardino pensile con manto vegetale, ovvero posti ai piani terra di edifici esistenti che siano conformi agli strumenti urbanistici ed al Regolamento Edilizio (intervento di RC);
realizzazione di parcheggi privati pertinenziali ai sensi della L. 122/89 (c. d. Legge Tognoli) e s.m.i. completamente interrati, con copertura da sistemare a giardino pensile con manto vegetale, ovvero posti ai piani terra di edifici esistenti che risultino in deroga rispetto agli strumenti urbanistici ed al Regolamento Edilizio, se interessano aree già edificate (intervento di RC);
istallazione di edicole adibite prevalentemente alla vendita di quotidiani e periodici, di cui alla L.R. 28/02 ferma restando l’acquisizione della specifica autorizzazione amministrativa secondo quanto previsto dalle Deliberazioni di Roma Capitale in materia di occupazione di suolo pubblico (intervento di RC);

COSA FARE?

Una Segnalazione Certificata di Inizio Attività ( S.C.I.A.) corredata dell'autorizzazione del proprietario, se il richiedente è affittuario o titolare di altro diritto sull'immobile, o di tutti comproprietari se i lavori sono eseguiti da un solo comproprietario, redatta, in carta semplice, su apposito modulo, corredata di tutta la documentazione richiesta all’ interno del modulo stesso ed in particolare la nomina della ditta esecutrice dei lavori oggetto dell’ istanza, la quale dovrà essere in regola con la documentazione prevista dal DLgs 9 aprile 2008 n°81 art. 90 c.9 lettera a) e b). Per le opere già realizzate o in corso di realizzazione, soggette a S.C.I.A. in sanatoria ai sensi dell’ art. 22 c. 2 lett. “c” della L.R. 15/2008, vedi paragrafo successivo denominato “Sanzioni”.

QUALI SONO I TEMPI?

La S.C.I.A. è sottoposta ad un termine massimo di efficacia di tre anni ed i lavori possono iniziare il giorno della presentazione della stessa e comunque non prima:

- del rilascio, nel caso di immobile sottoposto al vincolo, del nulla osta da parte dell'Ente ad esso preposto;
- dell’ autorizzazione sismica, da parte dei competenti uffici dell’ Area Genio Civile di Roma, per le opere in cemento armato o strutture equivalenti.

COSA FARE A FINE LAVORI?

E’ opportuno che, il richiedente dell’ istanza, terminati i Lavori, comunichi all'Ufficio Tecnico la data di ultimazione degli stessi allegando alla stessa un certificato di collaudo finale, sottoscritto dal Direttore dei Lavori, che attesti la conformità dell'opera al progetto presentato seguendo l’ apposito modulo. E’ necessario invece presentare la ricevuta dell'avvenuta richiesta di variazione catastale o la dichiarazione che non sono intervenute modifiche di classamento.

QUANTO COSTA?

€. 251,24 (€. 126,24 per le Varianti in Corso d’ opera non essenziali ad istanze già presentate) di diritti di segreteria da pagare all'Ufficio Cassa – con sede in via Ignazio Silone I Ponte – previo ritiro della reversale compilata a cura dell'Ufficio Tecnico.

QUALI E A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI?

In caso di lavori, assoggettabili a S.C.I.A., iniziati o già terminati, in assenza di denuncia, si può legittimare l'intervento edilizio presentando una S.C.I.A. in sanatoria soggetta ad una sanzione variabile a seconda della categoria di appartenenza dell'intervento e comunque in misura non inferiore ad Euro 1000,00. Nel caso in esame i diritti di segreteria sono di €. 501,24.

QUALI SONO LE NORME DI RIFERIMENTO?

D.P.R. 380/01;
Legge Regionale n° 15/2008;
Legge 122/2011;
Regolamento Edilizio del Comune di Roma;
Regolamento Edilizio Sanitario del Comune di Roma;
D.Lgs 42/04 Codice dei beni culturali e del paesaggio;
Decreto Ministeriale 37/2008 (Impianti tecnologici);
Delibera A.C. n° 49 del 08 luglio 2011;
L. 241/90 art. 19, così come modificato dal D.L. 70/2011;
Legge 106/2011.

COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI ASSEVERATA ( C.I.L.A.)

QUALI SONO LE OPERE SOGGETTE A C.I.L.A.?

Le tipologie di lavori sogette a C.I.L.A, previste dall'art. 6 del D.P.R 6 giugno 2001 n. 380 così come modificato dall'art. 5 del D.L 25 marzo 2010 n. 40 convertito in legge dalla L. 22 maggio 2010 n. 73 sono le seguenti:

• interventi di manutenzione straordinaria riguardanti opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici
• realizzazione ed integrazione de i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso (art. 3, comma 1 lett. b) del D.P.R. 380/01),
• apertura di porte interne
• lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’ edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.

A CHI SI PRESENTA LA C.I.L.A. E CHI LA PREPARA?

Si presenta all' Ufficio tecnico del Municipio di competenza a firma di un Tecnico Abilitato alla progettazione (Ingegnere, Architetto, Geometra o Perito) e deve contenere:
• apposito modulo da compilare;
• Relazione Tecnica;
• Elaborati Grafici;
• Modulo "Prospetti Vincoli";
• fotocopia documento identità soggetto denunciante;
• fotocopia documento identità Progettista;
• Comunicazione impresa esecutrice e D.U.R.C.;
• eventuale altra documentazione.

 

COSA FAREA A FINE LAVORI?

E’ opportuno che, il richiedente dell’ istanza, terminati i Lavori, comunichi all'Ufficio Tecnico la data di ultimazione degli stessi allegando alla stessa un certificato di collaudo finale, sottoscritto dal Direttore dei Lavori, che attesti la conformità dell'opera al progetto presentato seguendo l’ apposito modulo. E’ necessario invece presentare la ricevuta dell'avvenuta richiesta di variazione catastale o la dichiarazione che non sono intervenute modifiche di classamento.

 

QUANTO COSTA?

€. 251,24 (€. 126,24 per le Varianti in Corso d’ opera non essenziali ad istanze già presentate) di diritti di segreteria da pagare all'Ufficio Cassa – previo ritiro della reversale compilata a cura dell'Ufficio Tecnico.

QUALI E A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI?

La mancata comunicazione dell'inizio lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica comporta il pagamento di una sanzione pecuniaria pari ad €. 258,00. Tale sanzione è ridotta di due terzi (€. 86,00) quando la comunicazione, se pure tardiva, viene fatta spontaneamente e l'intervento è in corso di esecuzione.

QUALI SONO LE NORME DI RIFERIMENTO?

D.L 25 marzo 2010 n. 40 convertito con Legge 22 maggio 2010 n. 73;
D.P.R 6 giugno 2001 n. 380;
Normativa comunale ( N.T.A. del PRG vigente, R.E.G., ecc…. ).